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Turismo in Alaska e i ghiacciai che si ritirano

alaskaIl turismo di massa è un fenomeno relativamente nuovo e, quindi, in pochi potrebbero confrontare le foto di una crociera nell’Inside Passage degli Anni Sessanta, con quelle di oggi. In ogni caso, lo spettacolo sarebbe incredibile quanto preoccupante. I ghiacciai in Alaska si stanno ritirando e non si può negare e secondo gli esperti, negli ultimi anni, il 99 per cento di queste masse di ghiaccio si è ridotto in altezza di 1600 metri e sta velocemente arretrando.

In realtà, non è solo il turismo a mettere in luce un fenomeno che va avanti dall’era glaciale. Tuttavia, per i ghiacciai dell’Alaska le cose sono peggiorate dopo il 1850. Ancora, è stato dimostrato che le cose sono peggiorate negli ultimi cinquanta anni con una accelerazione negli anni Novanta. I motivi che provocano tale situazione sono tanti e alcuni di tipo naturale. Una teoria comune tra gli scienziati, comunque, è che a peggiorare le cose sia il surriscaldamento globale. I ghiacciai retrocedono perché si stanno sciogliendo. Le porzioni comprendono l’80 per cento della superficie glaciale dell’Alaska e osservando 67 masse di ghiaccio è stato notato che dagli anni Cinquanta agli anni Novanta, circa duemila chilometri cubi del loro ghiaccio è finito in mare.

In particolare, i ghiacciai delle coste alaskane, dello Yukon e della Columbia Britannica potrebbero rilasciare più acqua negli oceani di quella di qualsiasi altra regione, pure dell’Antartide. E’ possibile che venga riversata in mare tanta di quella acqua dolce, da far salire il livello globale delle acque di 2,5 centimetri all’anno. Non sono piccole cifre, anche se lo sembrano. Si tratta invece di una notizia preoccupante che allarma gli esperti da anni, ma non è facile e immediato agire. In più, la quota può aumentare. L’aumento del livello del mare, ancora di più se prenderà velocità, creerà danni molto seri a livello planetario.

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